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Scrivere una articolo di giornale, o un libro, è un’esperienza affascinante …perché significa raccontare anche parte della propria vita… ma scrivere un Musical sulla figura di Giovanni Paolo II, il Papa che ha cambiato il mondo, è un’emozione così profonda, intensa e particolare così come è il profilo inconfondibile di Wojtyla, l’uomo che da giovane voleva seguire i grandi mistici, lontano dai clamori del mondo, e salito sulla cattedra di Pietro, invece, ha rivoluzionato lo stile del pontificato: piazza, stadi e ippodromi sono diventati le nuove cattedrali da riempire di popolo. E’ un evento che non ho timore a definire straordinario perché il Signore è straordinario ed io credo che questo “Musical” sia stato scritto e diretto da Lui. In questi mesi abbiamo ricevuto tanti segni, evidenze, grandezze e molta forza nella presenza di questo grande Papa che, soprattutto, è stata vissuta dai nostri giovani attori che lo hanno interpretato , che hanno avvertito durante le prove le sue gioie, le sue emozioni, le sue sofferenze, le sue estasi e visto, con i propri occhi, ciò che lui vedeva. Si è fatto conoscere da loro affinchè potessero interpretarlo per voi. E’ uno spettacolo vissuto nella meraviglia della fede e nella presenza di Giovanni Paolo II in mezzo a noi.
In questi mesi tanti amici mi hanno chiesto perché l’idea di un musical sul Papa? Semplicemente perché è stato il Papa che ha cambiato il mondo. Di Lui rimane il ricordo e soprattutto il suo insegnamento. Quattordici encicliche portano la sua firma. Ha accarezzato,abbracciato,benedetto miliardi di persone. Lo hanno definito il “maratoneta di Dio” ma Lui stesso ha detto “Io sono il successore di Pietro ma anche di Paolo, il quale per fare apostolato è andato sempre in giro per il mondo”. Ha visitato oltre centotrenta Paesi, percorrendo per una trentina di volte il giro del mondo, ha incontrato milioni di persone,tutto per far conoscere a tutti il messaggio di Cristo, messaggio di amore e di speranza. E’ stato uno dei grandi Pontefici della storia, un padre e un maestro che ci ha lasciato un’eredità ricca di significato. “Aprite anzi spalancate le porte a Cristo”, per Giovanni Paolo II, Cristo è il fondamento della speranza cristiana.
Tutti i Papi hanno parlato di pace ma il primo ad andare nei luoghi di guerra è stato Lui. Ha voluto bene a tutti, ma ha sempre manifestato una particolare preferenza per i giovani , perché essi avevano un posto preferenziale nel cuore di Cristo. Ai giovani egli ha rivolto le sue attenzioni più paterne riconoscendo in loro l’avvenire del mon-do e la speranza della Chiesa. Durante il suo Pontificato ha avuto più di mille incontri con Capi di Stato e di governo del mondo intero. Il Santo Padre non ha mai mancato di ribadire che “la politica è l’uso del potere legittimo per il raggiungimento del bene comune della società”.
Due i punti fermi attraverso ai quali ruota l’insegnamento del Pontefice, la dignità dell’uomo e la dignità del lavoro. Per difenderli ha messo in guardia l’uomo dai pericoli derivanti dalle ingiustizie e dallo sfruttamento. Ha canonizzato e beatificato, schiavi e africani, martiri e Papi, alti prelati e monsignori, religiosi e principi, poveri e ricchi perfino una coppia di sposi. Dalla loro vita, insegnava, si sprigiona la forza della Spirito Santo che trasforma la storia degli uomini e spinge la mistica nave della Chiesa a navigare verso l’oceano dell’eternità. L’ultima immagine di Papa Wojtyla dalla finestra del suo studio il giorno di Pasqua: si affaccia ma non riesce a pronunciare la benedizione, … su quella finestra erano puntate le telecamere delle televisioni di tutto il mondo… Papa Wojtyla di finestre aveva detto di averne tre: una a Piazza S.Pietro, un’altra sulla residenza estiva di Ca-stelgandolfo, una terza al Policlinico Gemelli. Karol ha avuto bisogno di una finestra per parlare alle folle, per esercitare il suo magistero, per raggiungere il mondo, per sorridere agli uomini e donare loro fiducia e speranza. Mi è parso opportuno inoltrarmi nella personalità di questo grande Pontefice, affinchè attraverso questo spettacolo, Giovanni Paolo II possa rivivere in ciascuno di noi, e dire a tutti “ Non abbiate paura…”
Tutto ciò che noi udremo pronunciare dalla bocca degli interpreti, è veramente stato detto e scritto da Giovanni Paolo II, sono autenticamente le sue preghiere e le sue parole. Facciamo spazio a queste parole, affinchè entrino nel profondo e possano darci la pace di cui abbiamo tanto bisogno.
L’autore Sac. Giuseppe Spedicato |